CORRISPONDENZE BRASILIANE PER AMICI ITALIANI
12 Maggio 2009
La voglia di
raccontare la mia esperienza brasiliana è sempre grande,
ma il tempo e i mezzi sono pochi. Devo trovare chi scrive
e chi invia, perchè io non sono un tecnologico. Per
questo gusto questo Brasile genuino e non ancora contraffatto.
In questi giorrni la cosa che mi ha riempito è proprio
uma vita fatta di piccole cose, di piccoli gesti, di semplici
incontri, di saluti e parole schiette. è come godersi
i frutti squisiti della terra del mato. Oltre che i gusti
assapori la bellezza di un'altra vita. Tutto ti esalta, tutto
ti colpisce.
Ormai sono entrato nel pieno delle attività del Centro
Giovanile "Gesù Adolescente": corsi di vari
tipi e per tutte le età; attività culturali
e fisiche diverse per questa nuova generazione che esplode,
ma che se non animi inquieta come i temporali estivi. Se il
Paranà rompe gli argini sono guai per tutti.
Quest'anno ho trovato uma stupenda novità, davvero
Armando stupisce sempre e il Sistema di Don Bosco compie prodigi:
ai corsi partecipano anche minori in detenzione. Non è
bella la presenza dei polizziotti e delle guardie armate,
ma questi ragazzi ti affascinano e ti impegnano con tutto
te stesso. Anche gli educatori hanno preso bene questa attività.
Felicità: non solo gli ultimi, ma gli ultimi degli
ultimi.
Qui senza un grande coraggio e una fede viva ti perdi nella
foresta. Devi osare ogni giorno. Anche per tirar fuori dal
carcere Maik, il negretto che non vedevo. Sta dentro, ma spero
di riabbracciarlo. Il Giudice e Armando mi faranno questo
regalo, ne sono sicuro.
Il giorno 5 con Mariangela e João Paulo ho attraversato
tutto il bairo Vila Piloto. Mentre lei scattava foto io ammiravo
tanti piccoli progressi: casette invece di barracche, qualche
luce in più, un po' più di pulizia e qualche
strada asfaltata in più. La vita qui avanza lentamente,
ma ormai è in moto: chi la fermerà?
Certo ancora il lavoro è molto e difficile, perchè
educare è più impegnativo che costruire, sradicare
la violenza richiede di più che togliere l'immondizia,
seminare la pace e la collaborazione è più arduo
che piantare un fiore. Bisogna seminare e il raccolto prima
o poi ci sarà. Se disperi, ti rassegni. Ma vedere ogni
giorno accanto a te tanti ragazzi, riaccende la speranza,
rianima le energie.
Oggi 7 Maggio pomeriggio di nuovo in macchina per Campo Grande;
riparte Mariangela. L'ho vista serena e immersa completamente
in questa esperienza. Ha voluto esserci, capire, prendere,
essere coinvolta in tutto e con tutti. Perció la sua
partenza è stata anche una sofferenza. Armando e io
ogni mattina alle 5:30 riprendiamo la nostra avventura, la
nostra lotta, la nostra preghiera. Con lui mi sento più
forte. E se a luglio tornerà in Italia anche voi vi
rafforzerete. Notizia in anteprima per gli italiani.
Un caldo abbraccio
a tutti voi
Gigi
|