DALL'INVIATO IN MATO GROSSO DO SUL
Tręs Lagoas, 17/05/08
Che strana sensazione
il tempo in Brasile! Sembra tanto (ci alziamo alle 5,30) e
ti vola via, come gli uccelli che sorvolano l’oratorio.
Non l’afferri mai e ti domandi spesso: che cosa ho fatto
oggi? Peró le giornate sono piene e quando terminano
(ore 22,30) sei stanco che crolli sul letto.
Il clima é
fresco per me ma per i ragazzi é decisamente freddo,
specie al mattino e alla sera. Di notte ci vuole una copertina.
Ma i ragazzi non hanno molto per coprirsi; indossano tutto
quello che hanno. E la notte? non so. Come si riscaldano?
Noi ignoriamo questa realtá.
Per il mio compleanno
(10/05/41) ci sono voluti due giorni. Tutto nel modo piú
semplice ma tutto tanto caldo. Spettacolini, regali, giochi
e sempre enormi torte alla cioccolata e tante bevande. Mi
sono sentito volute bene. Ma anch’io in tutti questi
giorni ho cercato di scaldarli con il mio affeto. Non li lascio
mai. Prego tanto per loro.
I corsi professionali
ormai vanno. Ma quante rogne, povero Armando! Qui é
il regno del provvisorio e quando credi di avere risolto,
sei di nuovo da capo. Ti dicono di sí e poi ti lasciano.
Vengono e vanno e il Mestre si dispera. Oggi, grazie a Dio,
abbiamo trovato l’istruttore per l’officina di
moto. Speriamo che domani mattina non ci siano sorprese.
Cosa facciamo
io, Rafaele e Nabia durante il giorno? Condividiamo tutte
le ativitá dei ragazzi: scuola, laboratori, pasti,
giochi, incontri... È un bello stare insieme. Il mio
portoghese é migliorato un po’ e la comunicazione
é diventata piú semplice e constante. Quanto
sará duro il distacco! Ma ancora non ci voglio pensare.
Il 13 é
stata la festa della Madonna di Fatima patrona del nostro
quartiere. Ci sono state tre sere di festa, con canti, con
danze e con tante specialitá gastronomiche. Il ricavato
andrá per completare i lavori della chiesetta. La sera
della festa poi grande processione, si fa per dire. Per strade
sconnese e un po’ buie un piccolo gruppo di fedeli ha
percorso tutto il quartiere, mentre la vita intorno si volgeva
regolarmente. Ti accorgi di essere minoranza (qui ci sono
11 chiese evangeliche), ti senti un piccolo seme e non sai
per chi.
Ogni tanto parlo
con Armando: fa bene a tutti e due. È sempre da solo
e deve vedersi tutto da solo. Ma con chi parlare? Stanno maturando
alcuni validi collaboratori ma ci vuole tempo, formazione
e tanta costanza. Spero che i Salesiani prendano di petto
questa situazione, prima che sia troppo tardi. Stiamo spingendo.
Incontreró il nuovo Ispettore.
Siamo ingolfati
dal presente colmo di problemi ma anche assillati da un futuro
incerto ed oscuro per alcuni versi. Anche in Brasile tutto
é in movimento, in rapida evoluzione. Ci sono mille
attese; per ora é molto piú quello che chiede
di quello che puó offrire. In questa corsa i giovani
rimarranno ancora in dietro, saranno ancora esclusi. Noi non
lo vogliamo assolutamente, questa é la nostra scommessa:
speriamo di vincerla.
Il vostro inviato
Gigi
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