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West&Coast > Matogrosso > 25 Maggio 2006

TRES LAGOAS da Don Gigi e Davide
25 Maggio 2006

24 Maggio mattina verso i villaggi INDIOS per festeggiare il centenario delle Missioni a SANGRADORO. C`e`una attesa dentro noi che che non potete immaginare. Ci soffermiamo a contemplare le bellezze paesaggistiche, ma siamo tutti protesi verso la nostra meta. Che groviglio di sentimenti! Armando ci anticipa qualche notizia utile. Noi ci stringiamo ancora di più a lui senza sapere il perché. Timori, gioie, voglia di scoprire? Anche di questa sorpresa gli siamo infinitamente grati. Ci siamo e non sappiamo muoverci. Davide si salva con le foto e le riprese. Io mi perdo tra i tanti salesiani presenti e tra gli Indios XAVANTES e BOROROS. Non so dove posare lo sguardo avido, ma anche un po' incerto e smarrito. Mi vesto per concelebrare sotto alberi giganteschi. E intanto gli Indios arrivano. Quattro di loro faranno la prima Comunione. C'è il " CACHIQUE", gli Anziani dipinti a festa, il Vescovo, le autorità governative: che strana assemblea. Un Indios xavantes anima la Liturgia. Non capiamo molto, ma viviamo tutto molto intensamente. Le loro musiche sono più che una sorpresa, il mezzo per unirci a loro. Le lingue che si alternano ci fanno vivere una nuova Pentecoste. Nel gesto della Pace i presenti rinnovano un patto di alleanza, noi lo stringiamo forte con loro, vogliamo che questa storia continui. Quanta ammirazione per quei Missionari, Suore, Volontari!!! Prima hanno li hanno salvati dallo sterminio. Ora vivono per loro. Si inaugura una casa di preghiera per Bororos, il Museo storico per gli Xavantes, dedicato a Geronimo il primo "Cachique". Lo inaugura il suo figlio maggiore. E dopo il pranzo ci rechiamo all'interno del villaggio per la festa. Strano vedere paraboliche tra le casette a forma di capanne che ora non ci sono più. Strano vedere su un camion preistorico un complessino bororos che suona. Ma ancora più umano quelle interminabili file per un piatto di riso, un po' di carne, di fagioli e di mandioca. Ci sono tutti, forse sono venuti anche da altri villaggi. Quasi tutti tentano il bis. Spero che ci riescano. Armando saluta, incontra, elargisce sotto banco qualche reais (soldo). E noi due li in mezzo alla radura. Ci sono danze, partite di calcio maschili e femminili. La semplicità, insieme alla povertà, anima questa festa. Permettetecelo, siamo orgogliosi di essere Salesiani. Lasciando Sangradoro per recarci a San Marcos altro villaggio dell'origine degli Xavantes. Immaginate la strada, ma immaginate il nostro animo, mentre arriviamo all'imbrunire a destinazione. Ci perdiamo, mangiamo buche e polvere, ma alla fine, stanchi morti, ci siamo. Un'altro mondo. Quattro Salesiani di varie nazioni, uno Xavante, una Volontaria, tre Suore e in modo particolare Padre Pietro novantenne. Lucido e sereno, ma quante botte dai fazendeiros e quante sofferenze per salvare gli Indios. Mangiare, parlare con loro e poi dormire francescanamente.

Gigi e Davide

 

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