TRES LAGOAS
da Don Gigi e Davide
27 Maggio 2006
Oggi 27 Maggio ci svegliamo riposati sotto un cielo nascosto dalla nebbia. Ma tra un'ora sarà tutto azzurro. Siamo ospiti in una delle case di Padre Pedro che ha acquistato per i Volontari. Che gigante, non fisicamente, questo esile ottantatreenne che ancora dirige un ospedale che è un vero gioiellino! E dopo di lui? Spero che non si perda questa creazione che è un dono per questa terra. Siamo contenti di averlo rivisto. Ti stimola, ti spinge a vivere fino all'ultimo, nonostante tutto.
Per strade di terra piene di fosse e di buche (ci abbiamo fatto il …sedere e non sappiamo per quanti chilometri) con Adolfo visitiamo alcuni villaggi siti nella parrocchia salesiana di Poxoreu grande quanto l'Umbria.
In ogni Villaggio ragazzi ed educatori da incontrare, ma anche chiese (Cappelle) piene di gusto artistico e di raccoglimento da visitare. Resteranno a memoria di P. Pedro, del suo coraggio, del suo estro e della sua fede. Armando lo venera, ed anche noi.
Ci diventa familiare il villaggio di Aparecida do l'Est, il villaggio Paradiso dove la volontaria Miriam, una sanguigna emiliana venuta qui trent'anni fa con l'Operazione Matogrosso e dove si è creata una famiglia, continua a giganteggiare, a creare e a rinnovare attorniata da oltre 300 giovani. Quante grandi donne. Quante giovani vite tutte votate a giovani altrimenti abbandonati! Passando per spettacoli naturali incredibili e strade tortuose arriviamo al villaggio di Jaradori. Qui troviamo giovani dell'Operazione Matogrosso (C'è Alessio un ragazzo fiorentino). Qui addirittura hanno realizzato un collegio per i giovani che al mattino studiano e al pomeriggio fanno laboratorio. La Moratti sarebbe dovuta venire qui. Questa è scuola che forma ed educa in condizioni davvero precarie ed estreme!
Man mano che il sole cala (alle 17,15) torniamo verso casa. Prepariamo una cena quasi all'italiana. Vogliamo sdebitarci, ma anche far capire ai nostri amici di come siamo contenti e di come gli siamo grati. Speriamo di non averli delusi. A nessuno abbiamo dato soldi, ma affetto, sorrisi e strette di mano a tanti, a tutti quelli che abbiamo incontrato. Abbiamo parlato poco, ma amato tanto.
Benché le nostre giornate siano scandite dal "Pronto, vamos" di Armando, sembra che il tempo voli. Si corre e quasi ti manca il tempo per assaporare le cose; eppure qui il tempo ha una dimensione più umana, per Armando troppo lenta. Tutti e tre facciamo una cavalcata nella Fazenda curata da Adolfo. Ci siamo sentiti come i vecchi missionari, ma anche un po' tornati indietro. Forse ci ha preso la voglia di continuare a "cavalcare" la storia, soprattutto quella più dura, più insicura, ma tanto umana!
Gigi e Davide
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